Pittura Rupestre

Il sito delle pitture rupestri di Kakapel è situato ai piedi di una rupe di granito alta 200 m (Kakapel Rock), un elemento celebre del luogo, parte dei colli Chelelemuk, a sud del monte Elgon e vicino al confine con l’Uganda. La città più vicina è Bungoma.

Monumento nazionale di Kakapel

Nel Kenya occidentale, il monumento nazionale di Kakapel (nella contea di Busia) è uno dei principali siti di arte rupestre del Paese, che riunisce una varietà di stili e tradizioni artistiche risalenti a epoche preistoriche diverse.

Il sito è formato da una serie di tre rifugi adiacenti, poco profondi, situati alla base di una roccia granitica, sotto alla grande rupe di Kakapel. I rifugi sono rivolti verso sud, e sono protetti dal vento e dalla pioggia.  La maggior parte delle pitture rupestri si concentra sulle pareti mediana o centrale dei rifugi: qui è collocato il pannello principale. Il rifugio occidentale, situato a sinistra, mostra alcune pitture, ed ha anche una superficie aperta abitabile.  Non ci sono pitture visibili invece nel rifugio di destra, situato a est, in un’area più esposta alla pioggia.

Gli artisti avevano scelto volontariamente questo sito, riconoscendone l’importanza, soprattutto come luogo di “ingresso nella roccia” (per entrare in contatto con gli spiriti ancestrali). Nell’Africa meridionale, infatti, si credeva che le pitture rupestri consentissero di entrare in contatto con gli spiriti che vivevano nelle rocce: l’arte creava una porta attraverso la quale gli sciamani entravano per chiedere aiuto per le guarigioni e il controllo della natura.

Il sito è stato dichiarato monumento nazionale dall’avviso governativo n° 5287 di luglio 2004, ai sensi della Legge sui Reperti antichi e sui Monumenti, Capitolo 215 delle Leggi del Kenya. La legge prevede sanzioni pesanti per chiunque venga sorpreso a danneggiare il sito. E’ possibile scattare foto del sito archeologico, che è aperto alle visite dalle 8.00 alle 17.00.

L’arte rupestre di Kakapel

La maggior parte dell’arte rupestre di Kakapel è costituita da pitture sulle rocce, ma vi sono anche incisioni, come solchi e coppelle. Molte delle pitture sul pannello principale sono state sovrapposte ad altre raffigurazioni più antiche. Le sovrapposizioni sono molto frequenti nell’arte rupestre. A Kakapel sono stati identificati almeno tre stili di pittura. Il primo stile consiste prevalentemente in immagini geometriche bianche e rosse, realizzate con le dita dai pigmei Twa, cacciatori-raccoglitori. Talvolta sono raffigurati anche due elefanti, uno rosso e uno bianco. Queste pitture potrebbero avere tra i 2000 e i 4000 anni. Il secondo stile di arte rupestre riguarda raffigurazioni stilizzate di bestiame, in rosso e bianco, eseguite dai pastori.

Il primo e ultimo stile di pittura riguarda disegni geometrici bianchi, probabilmente eseguiti dagli antenati del popolo Iteso nel corso delle ultime centinaia di anni (gli Iteso, giunti dall’Uganda più di 300 anni fa, sono gli attuali abitanti di Kakapel). E’ noto che in altre zone dell’Africa orientale e meridionale, gli allevatori di lingua bantu eseguivano pitture rupestri e utilizzavano pitture bianche stilizzate nei riti segreti di iniziazione e in altri riti di passaggio. Questo terzo stile di pittura potrebbe essere stato utilizzato per scopi simili. La datazione diretta (delle pitture rupestri) si è rilevata estremamente difficile, prevalentemente a causa dell’assenza di carbonio nei pigmenti utilizzati. Laddove è presente una percentuale di carbonio, è possibile datare le pitture rupestri utilizzando il metodo del carbonio-14. La maggior parte delle pitture rupestri dell’Africa orientale devono ancora essere datate scientificamente; i dati forniti in questo dépliant sono stati ricavati da cronologie generali basate su altri fattori archeologici.

Come raggiungere il sito

Kakapel è una grande rupe in granito dei Colli Chelelemuk che sovrasta il villaggio omonimo, nel Kenya occidentale.  Per raggiungere Kakapel, che si trova a pochi chilometri di distanza dal confine ugandese, prendere la strada per Malaba da Bungoma e percorrerla verso ovest per 20 km, fino ad un incrocio sulla destra (direzione nord).  Prendere questa uscita e continuare verso nord per 7 km su una strada sterrata.  Il percorso è ben segnalato.

Altre attrazioni

Per far conoscere la cultura degli Iteso, la comunità ha costruito, vicino al monumento nazionale di Kakapel, un Centro Culturale sul modello di un casa Iteso tradizionale. Nel centro si svolgono alcuni eventi locali tradizionali (cerimonie, rituali, narrazione di storie, danze, riti religiosi, lavorazione della ceramica, rappresentazioni teatrali, vendita di souvenir e di cibo e bevande). Nelle vicinanze del centro c’è un’area camping e, nelle giornate di sole, è possibile vedere il monte Elgon, il vulcano con l’area di base più larga al mondo. Oltre a visitare le dimore tradizionali degli Iteso, i visitatori possono esplorare le rupi di Kakapel, compresa la grande Rupe (alta più di 200 metri), ammirando le specie indigene di alberi e piante, oltre ovviamente alle pitture e alle incisioni rupestri. Vale la pena visitare anche il centro culturale locale di Kakapel, le sedi della Contea di Busia e del distretto amministrativo di Teso.

Altre attrazioni sono la foresta di Kakamega, il parco nazionale del monte Elgon, il ponte sul fiume Malaba e i colli Chelelemuk, che comprendono enormi massi e rocce di granito, perfetti per le arrampicate, l’escursionismo e le esplorazioni, oltre a impressionanti caverne che ospitano migliaia di pipistrelli, molte specie di uccelli e il cercopiteco di Brazzà, tipico della zona. Infine, è anche possibile ammirare l’architettura locale e camminare nella natura. I visitatori potranno certamente godere di viste spettacolari e di paesaggi tranquilli.

L’arte rupestre dell’isola di Mfangano, nel Lago Vittoria

L’isola di Mfangano è una grande isola montuosa nelle acque keniote del Lago Vittoria, situata a sud di Kisumu e di Homa Bay. La Fondazione per l’Arte Rupestre Africana (Trust for African Rock Art, TARA) ha rilevato pitture rupestri sull’isola per la prima volta nel 2000. La maggior parte di queste pitture è costituita da raffigurazioni geometriche che si ritiene siano state realizzate dai Twa, pigmei cacciatori-raccoglitori, approssimativamente tra 2000 e 4000 anni fa. Gli attuali abitanti dell’area sono gli Abasuba, o Suba, che fino agli anni Ottanta svolgevano riti di propiziazione della pioggia in uno dei siti. I due siti principali di arte rupestre sono Mawanga, un’enorme caverna con disegni geometrici, poco distante dalle sponde del lago, guardando in direzione dell’isola di Nsenzi, e il rifugio Kwitone, situato nei pressi della vetta di un monte che sovrasta una foresta sacra. Per arrivare a Kwitone è necessaria una camminata di 40 minuti, mentre il sito di Mawanga è a pochi passi dall’omonimo villaggio dove si trova anche il molo.

Nell’area si trovano anche incisioni rupestri, in particolare siti in cui degli incavi a forma di coppa (detti “coppelle”) sono stati incisi nelle superficie della roccia. I “gong di pietra” sono massi isolati che stanno in equilibrio sulla roccia e hanno una risonanza naturale. Spesso vi sono incise alcune coppelle. Quando questi massi vengono colpiti con una pietra, emettono un suono profondo simile a quello del gong. La percussione ritmica produce una serie di note udibili a grande distanza. Alcuni di questi gong di pietra sono presenti all’interno del bacino del lago Vittoria, e vengono utilizzati per scopi di divinazione.

L’isola di Mfangano

Il lago Vittoria è il lago più grande dell’Africa, e alimenta uno del fiumi più importanti del continente, il Nilo. Le sponde settentrionali del lago si trovano appena sotto l’Equatore, e le sue acque appartengono a tre diversi Paesi, il Kenya, la Tanzania e l’Uganda. Guardandolo dalla riva, si ha l’impressione di trovarsi sulla riva di un oceano, dato che è impossibile vedere l’altra sponda. Questa vasta distesa d’acqua è punteggiata da molte isole, soprattutto in Uganda e Tanzania, ma alcune si trovano nelle acque keniote. Due di queste, Mfangano e Rusinga, costituiscono, con le sponde circostanti, il cuore del distretto di Suba. L’isola maggiore, Mfangano, emerge ripida dal lago come un gigante curvo su se stesso, coperto di vegetazione verde. La sua “spina dorsale” rocciosa si alza più di 300 metri (1.000 piedi) sopra il livello del lago, ed è visibile nelle alte rocce rosse di alcuni punti dell’isola. Le sponde sono segnate da rocce nere coperte dagli alberi di fico, spiagge di sabbia vulcanica nera e stretti canneti. La popolazione locale risiede in case costruite lungo la stretta costa e sui ripidi pendi dell’isola.

Come raggiungere le isole

E’ possibile raggiungere il distretto di Suba in auto, in barca o in aereo. Sono attivi dei voli charter che atterrano direttamente sulle isole di Rusinga e Mfangano da Nairobi, Kisumu e dalla riserva del Maasai Mara. Rusinga è anche raggiungibile in macchina dalla strada selciata per Mbita, che la collega con la terraferma. Mfangano è raggiungibile in macchina e poi in barca: una lunga strada percorre la sponda settentrionale del golfo di Winam da Kisumu a Luanda K’Otieno, da dove parte il traghetto per Mbita. Da Mbita c’è un servizio regolare di traghetto per Mfangano, ed è inoltre possibile noleggiare una barca.

Altre attrazioni

Quest’area offre molteplici attività per i turisti, quali navigazione in barca, pesca, birdwatching ed escursionismo. Tra le altre attrazioni del luogo ricordiamo il parco nazionale di Ruma, il mausoleo di Tom Mboya e l’isola di Rusinga.

L’arte rupestre di Namoratunga

Situata nei pressi di Lokori, tra il lago Baringo e il lago Turkana (nella Great Rift Valley), quest’area è particolarmente nota per le incisioni rupestri. Ad ovest del fiume Kerio e a nord di Lokori si trovano diverse colline rocciose che presentano numerose incisioni, alcune delle quali potrebbero essere opera dei pigmei cacciatori-raccoglitori Twa. La maggioranza di queste incisioni è costituita da disegni geometrici che risalgono a più di 2000 anni fa, ma ci sono anche alcune raffigurazioni di animali, come elefanti e giraffe. Alcuni dei disegni geometrici sono molto simili a quelli di altre pitture rupestri trovate nell’Uganda orientale e nel Kenya occidentale.

Come raggiungere il sito

Il modo migliore per raggiungere Lokori è guidare fino ad Eldoret e Kitale e attraversare il passo di Marich, per poi imboccare la strada sulla destra che porta a Lokori. A Lokori c’è una pista di atterraggio che permette di raggiungere velocemente questa zona piuttosto remota.

Altre attrazioni

La zona settentrionale della Great Rift Valley in Kenya è famosa per il paesaggio selvaggio e spettacolare. Namoratunga si trova a circa 100 km a sud del lago Turkana, il più grande lago nel deserto in Africa, un’area spesso indicata come la Culla dell’umanità, a causa dei numerosi ritrovamenti di fossili umani avvenuti presso le sponde del lago. Si ritiene che un tempo il lago fosse collegato al fiume Nilo.

I gong di pietra nella riserva di Lewa Downs

La riserva naturale di Lewa Downs si trova sul versante settentrionale del monte Kenya (5.200 m), e offre una vista spettacolare sulla riserva di Samburu e sul fiume Ewaso Nyiro in direzione dei monti della Matthews Range e del dirupo del monte Lolokwe. Questo paradiso naturale è importante anche dal punto di visto storico: nel letto di un antico fiume sono state trovate molte asce a mano (dette ‘amigdale’) risalenti a centinaia di migliaia di anni fa. Ci sono inoltre elementi di arte rupestre, in particolare gong di pietra, rocce che nell’antichità venivano apprezzate per la loro risonanza e utilizzate per la divinazione e la comunicazione dei rituali. Se colpiti con dei percussori in punti diversi, questi gong producevano note diverse proprio come strumenti musicali. Spesso si riconoscono per il numero elevato di coppelle (incavi a forma di coppa incisi nella roccia). Il significato rituale di queste coppelle è andato perduto nelle nebbie del tempo. Le coppelle sono molto frequenti nella riserva di Lewa, e non si trovano soltanto sui gong di pietra. I turisti interessati a vedere i gong e le coppelle, oltre che gli altri siti archeologici della riserva, possono contattare Calum e Sophie Macfarlane della Lewa House (calum@lewahouse.com), specializzati nell’archeologia antica del sito.

Come raggiungere il sito

Dal Wilson Airport di Nairobi partono voli a cadenza giornaliera per la riserva di Lewa Downs, operati da Air Kenya e Safarilink. Il viaggio in auto da Nairobi a Lewa è di circa quattro ore e mezza. Nella riserva di Lewa vi sono alcuni lodge per safari e campi tendati molto belli, che consigliamo caldamente; in alternativa è possibile trovare un alloggio più economico negli hotel della città di Isiolo.

Altre attrazioni

Tra le varie attività offerte, ricordiamo l’osservazione degli animali della riserva di Lewa, le passeggiate a cavallo, i safari in cammello, le arrampicate sul monte Kenya e la pesca delle trote in montagna.

Arte rupestre nel parco nazionale di Nairobi

Il sito di arte rupestre si trova nella parte meridionale del parco nazionale di Nairobi, nella Valle di Mokoiyete. Si ritiene che queste pitture siano state realizzate dai pastori Maasai, oppure dai cacciatori-raccoglitori Wanderobo, e che potrebbero risalire a più di 100 anni fa. Alcune delle pitture rupestri potrebbero essere state eseguite durante le feste a base di carne (cerimonie di iniziazione), che si svolgono ancora oggi in altre aree del Kenya abitate dai Maasai o dai Samburu. Nella maggior parte del Kenya, questo tipo di arte si manifesta con pitture astratte fatte con le dita, mentre nel nord della Tanzania e in alcune zone del Kenya meridionale, si trovano prevalentemente raffigurazioni di scudi. Alcune delle pitture più antiche potrebbero essere opera dei Wanderobo.

Come raggiungere il sito

Normalmente ai visitatori non è consentito lasciare le proprie auto all’interno del parco naturale; pertanto il sito può essere visitato soltanto se si è accompagnati da una guardia forestale armata (che potrebbe essere necessario assumere/pagare). I visitatori dovranno contattare in anticipo l’ufficio delle guardie del parco per organizzare una visita di questo tipo.

Altre attrazioni

Il sito si trova all’interno di un parco naturale dove vivono numerose specie animali, compresi leoni, bufali, rinoceronti e giraffe, oltre a molti splendidi uccelli. Nella zona sud-occidentale del parco si trova il santuario degli elefanti David Sheldrick, al quale si accede dalla Magadi Road a nord del fiume Mbagathi. Un’altra attrazione è l’orfanotrofio degli animali di Nairobi, sede della direzione del parco.  Anche il Nairobi Safari Walk merita una visita.

Letture consigliate

– Guide to the Nairobi National Park – www.africanrockart.org (Editore:Rock Art in East Africa)

Arte rupestre a Loiyangalani

Il sito di arte rupestre di Marti è il più vicino alla città di Loiyangalani. Si trova a nord-est della città e presenta delle incisioni di giraffe che dimostrano che quello che ora è il deserto di Chalbi era caratterizzato da un clima più umido. Ci sono altri siti rupestri nella regione.

Come raggiungere il sito

Informatevi presso le guide locali su come raggiungere il sito di arte rupestre di Marti e gli altri siti.

Altre attrazioni

Tra le altre attrazioni della regione, ricordiamo i villaggi degli Elmolo, il parco nazionale di Sibiloi e i parchi nazionali delle isole centrale e meridionale del lago Turkana.